L’opera di Gaialight, citata nel precedente post, mi era entrata senza dubbio nel cuore fin dalla prima immagine.
Rossella rappresenta, a mio parere, una delle più grandi icone della storia cinematografica che entra prepotentemente nella contemporaneità e Light America rispecchia perfettamente questa mia supposizione. Una contemporaneità fatta di tematiche particolari, di un ruolo femminile che ancora poco riesce a dimostrare la sua valenza appoggiandosi a quelle che sono state le icone del tempo. Ammetto che l’immagine di Rossella è stata ciò che mi ha attratto maggiormente e il voler capire il perché di quella scelta, l’importanza di Rossella in quel determinato periodo della storia americana mi ha spinto a contattare Gaialight, le cui opere brillano per attenzione alle tematiche contemporanee e per la sensibilità e la grazia con cui vengono affrontate.
Con mia grande sorpresa la risposta dell’artista è stata estremamente veloce ma soprattutto ha rinsaldato la convinzione che l’opera, pur integrata nel preciso contesto americano di quel momento storico, non può non destare particolari interrogativi nel contesto italiano. Molto semplici gli interrogativi posti all’artista ossia la visione della donna, il perché della scelta di Rossella, e quali gli aspetti dell’eroina di Via col vento che più si addicono alla contemporaneità. Riporto integralmente la risposta e ringrazio Gaialight per l’estrema disponibilità con cui ha risposto alle mie domande.
“Nelle mie intenzioni iniziali, il ciclo “Light America”, realizzato nel periodo compreso tra il Giugno 2008 e il 20 Gennaio 2009 (data dell’ insediamento di Barack Obama alla casa bianca), intendeva raccontare, attraverso un espediente narrativo efficace nella sua semplicita’ (l’ utilizzo di una sagoma di cartone acquistata su internet) benche’ metaforicamente evocativo (la sagoma prescelta raffigurava un’ icona tipicamente Americana la cui complessita’, nel bene e nel male, concedeva ampio spazio alla riflessione critica), l’ America contemporanea in una delicata fase di transizione storica, politica, sociale destinata a cambiare per sempre la storia d’ America e del mondo con lei.
Scarlett O’ Hara, eroina anti-eroica per antonomasia, e’ bella, forte, orgogliosa, tenace, combattiva, profondamente legata alla sua terra, ma anche fragile, contraddittoria, civettuola e capricciosa, viziata, amata e odiata. Soprattutto capace di reinventarsi.
Si prestava bene a sostenere un’ interpretazione simbolica dell’ America dei nostri giorni. Un paese capace di superare guerre e conflitti economici e sociali per rialzarsi e azzardare scelte storiche e politiche poco prima difficilmente immaginabili: da Scarlett O’ Hara a Barack Obama, dalla guerra di secessione per l’ abolizione della schiavitù’ all’ America del futuro.
Come direbbe lei, “dopotutto, domani è un altro giorno”.
Avevo inizialmente, e forse un po’ ingenuamente, sottovalutato il potenziale simbolico di Scarlett come emblema di una femminilità’ senza tempo che proprio in virtù’ della sua imperfezione e’ rimasta indelebilmente impressa nel’ immaginario di intere generazioni, non solo di donne, che non hanno paura di amarla nonostante tutti i suoi limiti.
Poi e’ arrivata lei, accompagnata dal postino che me la recapitava in una scatola di cartone, in tutto il suo splendore vestita con l’ abito verde e bianco indossato per sedurre l’ inetto Ashley e con quel suo visetto impertinente che ispira schiaffi ma anche adorazione.
Dal momento della prima installazione fotografica che le ho dedicato ho capito quanto la sua forza seduttiva si imponesse sulle sue cartonate, nuove sembianze trascendendo i propositi iniziali di rappresentazione metaforica di un momento storico e conferendo un’ allure di universalità’ ad una intuizione artistica che non ha mai smesso di regalare soddisfazioni.
Una compagna di viaggio meravigliosa in grado di ispirare simpatia in chiunque l’ abbia incontrata durante le nostre peregrinazioni.
Credo che in gran parte questo sia dovuto al fatto che in tempi come i nostri, funestati da una sempre più’ ossessiva ricerca della perfezione, Scarlett in tutta la sua spesso insopportabile imperfezione, risulti rassicurante rappresentando un modello femminile positivo, sano, consapevole del proprio fascino e della propria forza nonostante le fragilità’ e le difficoltà’. Umana seppur difettata. Comunque vera.”
Da non perdere le nuove opere della sezione fotografica, che consiglio caldamente.
